I migliori vini bianchi siciliani: quali sono e come abbinarli

I vini siciliani: eccellenza italiana nel mondo del vino

Inzolia, Zibibbo, Nero d'Avola... questi sono solo alcuni dei nomi che non possono mancare in una carte dei vini che si rispetti.

I vini della Sicilia si sono ormai affermati nel mercato enologico mondiale, prova ne sia che molte prestigiose cantine siciliane esportano all'estero più della metà dei loro prodotti (talvolta anche il 70 o 80%). Eppure per molto tempo sono stati messi in ombra da altre varietà della penisola o dai più celebri cugini francesi: fino a qualche decennio fa, infatti, molte case vinicole siciliane erano state costrette a virare su vitigni non locali e più rinomati perché la richiesta di questi ultimi era maggiore rispetto a quelli della Trinacria. Nel campo dei bianchi, ad esempio, larga parte dei terreni veniva destinata alla coltivazione dello Chardonnay (varietà non autoctona ma coltivata anche in Italia e in Sicilia). A partire dagli anni '90 c'è stata una vera e propria riscoperta dei vini siciliani, oggi famosi e apprezzati ovunque, grazie anche ad alcuni produttori che hanno contribuito a rilanciarne il nome. E, del resto, per gli appassionati di vino è impossibile non apprezzarli, in virtù delle caratteristiche uniche che li contraddistinguono grazie alle quali i vini siciliani sono sinonimo di eccellenza italiana nel mondo.

I migliori vini bianchi di Sicilia

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Qui ci soffermeremo su quelli che a nostro parere sono i vini bianchi siciliani più buoni e caratteristici. Da degustare da soli o da assaporare a tavola mentre mangiamo, vi consigliamo in generale di servire questi buonissimi vini bianchi ad una temperatura compresa tra i 10 e i 12 gradi per apprezzarli al meglio.

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Dalla Mappa emergono le produzioni principali di vino suddivise nel territorio siciliano. Di seguito vediamo, dunque, insieme quali sono i migliori vini bianchi siciliani, le loro caratteristiche e la loro storia. Dal Grillo, allo Chardonnay, dal grecanico allo Zibibbo: scopri anche le migliori produzioni di Cantine Birgi.

Grillo: il bianco "selvaggio" che nasce dalla sabbia

Il vino bianco siciliano cha ha letteralmente "sbancato" nei mercati nazionali e internazionali è il Grillo, un vitigno che è stato a lungo abbastanza sconosciuto ed è salito alla ribalta negli ultimi 30 anni. Oggi è uno dei vini bianchi da tavola più famosi e richiesti, anche in purezza. Questo vitigno è coltivato principalmente nella Val di Mazara e nella Val di Noto ma è diffuso in tutta la Sicilia. Era stata ipotizzata una sua origine pugliese ma oggi l'ipotesi più accreditata è che si tratti di un vino originario della provincia di Agrigento, frutto dell'incrocio tra Catarratto e Zibibbo. Le uve Grillo dimostrano una buona capacità di adattarsi ai diversi terreni- anche per questo sono molto apprezzate dai viticolotori -, ma il loro habitat ideale è una terra secca, sabbiosa e molto esposta al sole, in cui le sue bacche bianche sviluppano un alto tasso zuccherino ed una piacevole nota di agrumi. Il Grillo inoltre risulta particolarmente predisposto all'invecchiamento per la sua buona acidità, che può declinarsi in gusto di miele o di frutto della passione. Dalle sue uve si possono creare dei vini da tavola con caratteristiche anche molto diverse: l'invecchiamento in legno può conferirgli un carattere tostato, mentre quando viene affinato in acciaio sprigiona al massimo il suo aroma fruttato dato dai tioli. Con il suo sapore "informale" e affascinante, il Grillo è perfetto per accompagnare ad esempio un fritto di pesce o un antipasto di frutti di mare, oppure per esaltare il gusto delle carni bianche. Ottimo anche se assaporato insieme a dei formaggi freschi.

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Vino Grillo Kinisia: la proposta delle Cantine di Birgi

Al naso il Grillo è un vino fruttato con sentori di melone e pera e leggermente floreale con note di fiori di limone. Rivela note erbacee di thé e foglie di ortica e ha anche un sottofondo piacevolmente agrumato. Al palato invece il Grillo si presenta come un vino bianco di corpo, fresco e minerale e con una nota alcolica discretamente percettibile. In bocca a una buona persistenza con ricordi agrumati e floreali.

Vino Grillo: abbinamento e temperatura di servizio

Il Kinisia Grillo si abbina ad antipasti di pesce e molluschi, a primi piatti con condimenti di verdure e pesce, a secondi di pesce e anche ai crostacei fritti. Ottimo come aperitivo. Si può degustare anche con salumi dal gusto delicato. Da servire a una temperatura di 8-10 °C.

Grado alcolico: 13% vol. Profumo: Ampio bouquet aromatico con notevoli sentori di frutta bianca e di agrumi. Gusto: Elegante, persistente e ben bilanciato

KINISIA GRILLO VINO BIANCO

Inzolia: i sapori del Mediterraneo in un calice di vino

Un altro dei migliori vini bianchi è l'Inzolia, il vino siciliano probabilmente più diffuso nell'isola. Questo vitigno autoctono a bacca bianca, molto prolifico e resistente, viene coltivato anche fuori dalla Sicilia (Sardegna, Toscana e Calabria), ma i suoi terroir prediletti sono quello arioso e soleggiato del trapanese e quello vulcanico e rioso delle province di Catania e Ragusa, di cui assorbe tutta la mineralità. Attestato sin dal tempo dei romani, secondo alcuni questo vitigno proverrebbe dalla Francia del Nord e sarebbe stato anticamente importato in Sicilia dai Normanni, mentre per altri sarebbe originario della Sardegna, della Toscana (dove viene chiamato "Ansonica") o persino del Lazio. Tradizionalmente l'Inzolia veniva usato per irrobustire il Marsala, celebre vino liquoroso del trapanese, mentre tuttora è spesso combinato allo Chardonnay come vino secco per aumentarne i sentori frutta e di erbe. In blend o da solo, con il suo tipico colore gialloverde, il vino Inzolia al palato risulta sempre elegante, avvolgente ed equilibrato. Ottimo come aperitivo, questo vino bianco dal profumo intenso e vanigliato risulta molto buono con frutti di mare, molluschi, crostacei e in generale con le pietanze a base di pesce, specialmente il tonno, il rombo o i calamari alla griglia. Ideale per accompagnare primi "semplici", tipici della cucina siciliana, come la pasta con il tonno e il pomodorino, l'Inzolia è perfetto anche per esaltare ingredienti più sofisticati come la bottarga.

Vino Inzolia Liburna: la proposta delle Cantine di Birgi

Dal suo profumo fruttato emergono le note di frutti a buccia bianca e gialla: pera, albicocca, pesca bianca e gialla sono tra i sentori più evidenti. Sottofondo agrumato e toni finemente ammandorlati. Al palato l’Insolia è fresco, fruttato ed erbaceo, elegante, morbido e avvolgente. Lunga persistenza con ricordi di mela golden.

Vino Liburna Insolia: abbinamento e temperatura di servizio

Fresco e leggero, l’Inzolia è un vino adatto ad aperitivi che si abbina bene con tutte le pietanze a base di pesce e alle preparazioni delicate di verdure. Eccellente se sorseggiato gustando crostacei e frutti di mare. Crescendo in struttura il vino Insolia può essere abbinato anche a carni bianche e a preparazioni più gustose. Liburna Insolia può accompagnare tutti i primi piatti della tradizione locale. Temperatura di servizio 10-12 °C.

Grado alcolico: 12,5% vol. Profumo: Ampio e con notevoli sentori di frutta esotica. Gusto: Elegante e vellutato, bilanciato da una piacevole acidità.

Vino bianco siciliano Inzolia Liburna

Catarratto e Carricante: due bianchi dal sapore che stupisce

Tra i vitigni siciliani a bacca bianca più buoni c'è poi il Catarratto, che nella Trinacria ha una lunghissima tradizione; anche se le sue uve non sono considerate altamente pregiate, i bianchi che se ne possono ricavare sono sorprendenti sia per la freschezza che per e la sapidità. Il Catarratto è usato talvolta in blend con un'altra uva "umile" ma dai risultati interessanti, ossia il Carricante. Il vino bianco Carricante ha una fragranza persistente che ricorda i fiori e viene esaltata quando è invecchiato a lungo.

Grecanico: la seduzione aromatica di un vino antico

Nella lista dei migliori bianchi siciliani impossibile non ricordare il Grecanico. Come suggerisce il nome stesso, il vitigno Grecanico fu verosimilmente introdotto dai Greci che colonizzarono la Sicilia nel VII secolo a.C. e oggi è coltivato nel trapanese e alle pendici dell'Etna. Dalle sue uve deriva un vino bianco moderatamente minerale di colore giallo paglierino con riflessi dorati (il nome completo di questo vitigno è proprio "Grecanico dorato"); il Grecanico rilascia un odore fresco di fiori bianchi e chi lo assapora può trovarvi al fondo anche un lieve aroma di mandorle amare. Se è unito ad altre varietà, produce diverse DOC tra cui l'Alcamo. Gli chef trapanesi lo consigliano in abbinamento ai crostacei, ai frutti di mare, alle zuppe di pesce e al tradizionale couscous di pesce. Il Grecanico è perfetto per esaltare il sapore del pesce azzurro come l'acciuga, il tonno fresco o il pesce spada; questo vino dorato si presta molto ad esaltare il sapore anche di alcuni primi piatti della cucina siciliana in cui il pesce è presente ma non prevarica (come la "pasta c'anciova").

Vino Kalura Grecanico: la proposta delle Cantine di Birgi

  • Zona di produzione:
  • Trapani (Sicily – Italy)
  • Varietà: Grecanico
  • Vendemmia: 2017
  • Grado alcolico: 12,5% vol.
  • Profumo: Ampio ed elegante con intensi sentori floreali
  • Gusto: Fresco e tenue con una buona persistenza.
Vino bianco grecanico Kalura Cantine Birgi

Zibibbo: un vino bianco dall'intensità avvolgente

Quando si parla dei migliori vini bianchi siciliani non si può non citare lo Zibibbo. Meglio conosciuto come Passito di Pantelleria, lo Zibibbo, con il suo gusto intenso e affascinante, è diventato un simbolo di questa selvaggia isola vulcanica proprio perché una larga parte delle coltivazioni di questo vitigno si trovano qui, disposti su caratteristici terrazzamenti di matrice araba unici nel loro genere. Per quanto i vigneti di uva Zibibbo siano coltivati anche in alcune zone della Sicilia sud-occidentale, tuttavia sono ancora oggi pochi, cosa che naturalmente accresce la "rarità" e il prestigio di questo vino. Ritenuto di origine punica, questo tipo di uva profumata e inconfondibile venne diffusa dagli arabi nelle regioni meridionali dell'Italia, dove ha trovato la situazione climatico-geologica ideale per la sua crescita. Il nome stesso proviene dalla parola araba "zabib" che significa “uva passa”, "uvetta", e non è un caso: le uve Zibibbo sono adatte, infatti, ad essere essiccate e sovra-maturate dopo la raccolta. Lo Zibibbo ha colore giallo acceso mentre il suo profumo intenso ricorda l'albicocca e la zagara. Al palato risulta dolce, corposo e persistente, con un retrogusto di mandorla. Ne esiste anche una versione secca che esalta bene i tipici piatti mediterranei a base di pesce e crostacei. Lo zibibbo dolce, decisamente più diffuso, accompagna ottimamente i dolci tipici della tradizione siciliana (come cannoli, paste di mandorla, cassata, dolci al pistacchio). Lo zibibbo dolce risulta ottimo anche abbinato ai formaggi erbosi o a piatti gustosi come il foie gras.

Vino Trisole Zibibbo: la proposta delle Cantine di Birgi

Lo Zibibbo si presenta con un inconfondibile colore giallo dorato molto brillante, con riflessi ambrati nelle versioni più invecchiate o in quelle liquorose. Il vino Zibibbo ha un profumo molto inteso, ampio e fruttato con evidenti note di mandorla, albicocca e zagara. Al palato è dolce, morbido e anche molto corposo. Un vino di lunga persistenza, con un finale aromatico e ricordi ammandorlati.

Trisole Zibibbo abbinamento e temperatura di servizio

In versione secca lo Zibibbo è un vino da aperitivo eccellente, in grado di esaltare il sapore dei piatti a base di pesce o crostacei. La versione dolce o passita è ideale per accompagnare i dolci tipici della tradizione siciliana, ma anche gelati e altri dessert. In particolare lo Zibibbo passito ai formaggi erborinati. Temperatura di servizio 18-10°C.

Grado alcolico: 12,5% vol. Profumo: Ampio bouquet aromatico con sentori agrumati e floreali che ricordano il gelsomino. Gusto: Fresco e bilanciato con una piacevole acidità.

Vino Bianco uve zibibbo Trisole birgi